Filati, tensioni, densità: il vocabolario di un ricamo perfetto

Tre numeri che, sul foglio, sembrano tecnicismi da addetti ai lavori. In realtà sono i tre cardini che separano un ricamo riuscito da uno mediocre. Vale la pena conoscerli — anche se non si farà mai un ricamo a vita propria.

Filato: la materia prima che decide tutto

Esistono fondamentalmente tre famiglie di filati che usiamo in laboratorio:

  • Poliestere — resistente, brillante, lavabile a temperature alte. È il workhorse del ricamo industriale, ideale per capi che subiranno usura.
  • Viscosa — lucentezza serica, resa cromatica più morbida, perfetta per ricami decorativi su capi sartoriali e prodotti premium.
  • Cotone — opaco, naturale, indicato per ricami su capi a contatto con la pelle e per chi cerca un’estetica “vintage” autentica.

Scegliere il filato sbagliato significa, nel migliore dei casi, un ricamo che invecchia male. Nel peggiore, un ricamo che si rompe alla prima lavata.

Tensione: dove l’occhio non arriva

La tensione è la forza con cui il filo viene tirato durante la cucitura. Troppo bassa: il punto è “spugnoso”, il disegno appare gonfio. Troppo alta: il tessuto si contrae attorno al ricamo creando le cosiddette “grinze“. La tensione corretta è quella che fa scomparire il filo dietro il punto, lasciando solo il disegno protagonista.

Su tessuti elastici questo equilibrio è ancora più delicato: serve regolare la tensione in funzione della trama, e a volte aggiungere un rinforzo (interfodera) per stabilizzare la zona di lavoro.

Densità: il segreto della pulizia

La densità è il numero di punti per centimetro quadrato. Un ricamo con densità troppo bassa lascia intravedere il tessuto sottostante, sembra “buchino”; uno con densità troppo alta diventa rigido, quasi cartonato, e su capi flessibili può rompersi durante l’uso.

Il valore giusto dipende dal disegno (linee fini o aree piene), dal filato e dal tessuto di base. È una variabile che regoliamo durante la punciatura del file ricamo, prima ancora di mettere in moto la macchina.

Conoscere i parametri serve a comunicare meglio

Quando un cliente ci chiede un preventivo, parlare lo stesso linguaggio aiuta: capire perché un certo logo va meglio in viscosa che in poliestere, o perché su una felpa elasticizzata la densità deve scendere, ci permette di proporre la soluzione tecnicamente corretta. E un ricamo tecnicamente corretto è anche un ricamo bello — e duraturo.

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